Sei qui

Jim Dine a Palazzo delle Esposizioni. Immagini

Dall’11 febbraio al 2 giugno 2020 una grande mostra dedicata all'artista nato a Cincinnati nel 1935. In esposizione oltre 80 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, europee e americane ROMA - L’ampia mostra antologica, realizzata in stretta collaborazione con l’artista e curata da Daniela Lancioni, curatrice senior dell’Azienda Speciale Palaexpo, propone oltre 80 opere, datate dal 1959 al 2018, provenienti da collezioni pubbliche e private, europee e americane. Dine è uno dei maggiori protagonisti dell’arte americana, il cui lavoro, radicale e innovativo, ha avuto un grande impatto sulla cultura visiva contemporanea, in particolare su quella italiana degli anni Sessanta. Un artista difficilmente catalogabile in virtù soprattutto della sua volontà d’indipendenza e del suo rifiuto ad essere catalogato e di cui sono esemplari l’autonomia e la libertà con le quali da sempre si rapporta al panorama dei valori accertati. Lo dimostrano le sue vicende biografiche e i suoi lavori tenacemente aderenti alle esperienze vissute, “ineducati” e “inquietanti”, come talvolta sono stati definiti, puntualmente raccontati nella biografia dell’artista stampata sul muro e corredata da una selezione di fotografie che precede, come consuetudine, i percorsi delle mostre del Palazzo delle Esposizioni. La mostra segue il criterio prevalentemente cronologico e parte dai primi lavori su tela e acquarello del 1959; poi un focus dedicato agli happening per ai dipinti datati tra il 1960 e il 1963, con i temi noti dell’arte di Dine: gli strumenti di lavoro, la tavolozza del pittore, gli indumenti. seguono alcuni suoi capolavori, come Window with an Axe del 1961, Black Shovel del 1962, Four Rooms del 1962, costituito da quattro grandi tele e da elementi dislocati nello spazio, e Two Palettes in Black with Stovepipe (Dream) del 1963. E poi cinque degli otto lavori presentati alla Biennale di Venezia del 1964, White Bathroom del 1962 e The Studio (Landscape Painting) del 1963. le sculture di alluminio (Red Axe, Large Boot Lying Down del 1965) i Cuori cui viene dedicata una sala, il grande cuore di paglia (Straw Heart) e la mano verde (Green Hand) del 1967. La Black Venus del 1991, una selezione delle opere più recenti e una folla di Pinocchi in legno realizzati dai primi anni Duemila.  La mostra è accompagnata da una serie di eventi collaterali tra cui, mercoledì 18 marzo alle 19:00 nella rotonda di Palazzo delle Esposizioni House of Words, reading con Jim Dine, accompagnato da Fabrizio Ottaviucci al pianoforte e Daniele Roccato al contrabbasso. E ancora concerti, performance, conferenze, tavole rotonde, proiezioni, laboratori, visite guidate e una rassegna cinematografica (ingresso gratuito) dedicata al regista statunitense indipendente John Cassavetes (1929-1989).  {igallery id=2314|cid=1871|pid=1|type=category|children=0|addlinks=0|tags=|limit=0} Vademecum Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale 194 - 00184 Roma Jim Dine 11 febbraio 2020 – 2 giugno 2020 Orari: domenica, martedì, mercoledì e giovedì: dalle 10.00 alle 20.00; venerdì e sabato: dalle 10.00 alle 22.30; lunedì chiuso Informazioni e prenotazioni: Singoli, gruppi e laboratori d’arte tel. 06 39967500; www.palazzoesposizioni.it Biglietti: intero €12,50; ridotto € 10,00 ...

Articoli Correlati

Lascia un commento